Corporate: Formazione e Consulenza per la Sicurezza sul Lavoro Gestione dei Rifiuti per Produttori e Smaltitori Sicurezza delle Risorse Itineranti Corsi Online per la Sicurezza sul Lavoro
 
 

Tipi di estintori

a cura di :
arch. Raimondo De Paula Associazione di Protezione Civile "Falchi del Sud" - Napoli
Ilaria Tarantino Unità Cinofila Partenopea - Napoli
Marco Tomas Associazione di Protezione Civile "Falchi del Sud" - Napoli



Il più comune ed efficace congegno per estinguere un principio di incendio è l’estintore.

Si tratta di contenitori di varie misure, generalmente cilindrici, capaci di contenere una sostanza estinguente pressurizzata o da pressurizzare, che fuoriesce azionando un apposito meccanismo.

Alcuni modelli sono ad attivazione automatica con dispositivi sensibili alle variazioni positive di temperatura. Di solito questi ultimi vengono utilizzati in ambienti isolati dove permane rischio di incendio.

Gli estintori si suddividono in due grandi categorie:
  1. Portatili Þ non superano la massa di 20 Kg.
  2. Carrellati Þ gli estintori con massa superiore a 20 Kg e fino a 300 Kg si intendono "non portatili" e il più delle volte la loro movimentazione avviene per mezzo di carrelli.
In base alla sostanza estinguente utilizzata ne esistono di vario tipo:

  1. ESTINTORI A SCHIUMA:
    • CHIMICA si basano sulla reazione base + acido = schiuma all’interno dell’estintore c’è un contenitore con l’acido e all’esterno di questo c’è del solfato di alluminio. Al momento dell’uso occorrerà dare un colpo a terra con la bombola rovesciata così da rompere il diaframma che mantiene divisi i due componenti chimici. La bombola non è pressurizzata.
    • MECCANICA contengono C02 che serve a espellere il liquido schiumogeno (acqua e sapone, ad es.) contenuto nell’estintore.
  2. ESTINTORI A CO2: si tratta di bombole pressurizzate contenenti anidride carbonica.
  3. ESTINTORI A POLVERE: si tratta di bombole pressurizzate contenenti azoto e polveri di vario tipo (secondo la classe di fuoco cui sono destinati).
  4. ESTINTORI AGLI IDROCARBURI IDROGENATI

Ognuna di queste sostanze presenta delle peculiarità che bisogna conoscere per produrre un’efficace azione antincendio, si rimanda pertanto all’apposito paragrafo sugli estinguenti.

Per un efficace utilizzo degli estintori occorre anche conoscere il tempo di scarica di ogni bombola. Tale tempo varia in base all’estinguente contenuto e al peso della bombola.

Caratteristiche degli estintori:

TIPO DI ESTINTORE
QUANTITÀ
TEMPI DI SCARICA
LUNGHEZZA DEL GETTO
IDRICO 10 l 60 sec. 8 m
SCHIUMA 10 kg 60 sec. 10 m
CO2 9 kg 27 sec. 3 m
POLVERE 3 kg

6 kg

10 kg

oltre 10 kg

6 sec.

9 sec.

12 sec.

fino a 15 sec.

5/6 m
HALON 5/9 kg 9 sec. 6 m

Uso degli estintori:

Poche fondamentali regole sono alla base di un corretto uso dell’estintore:

  1. La prima regola è di familiarizzare con quest’apparecchio approfittando dei momenti di formazione in tema di sicurezza antincendio. Infatti, quando non si conosce il funzionamento dell’estintore, o si evita di usarlo o lo si usa in maniera inefficace se non addirittura controproducente.
  2. Leggiamo l’etichetta che avvolge l’estintore. Vi sono specificate, attraverso pittogrammi, le classi di fuoco su cui è possibile utilizzare l’estinguente, nonché le istruzioni per l’uso, più una serie di raccomandazioni o precisazioni.
  3. Ovviamente questa "lettura" va fatta in precedenza, magari chiedendo spiegazioni all’addetto alla sicurezza o ad altro esperto, e non nel momento in cui dovesse rendersi necessario utilizzare l’apparecchio
  4. La sostanza estinguente va sempre indirizzata alla base delle fiamme, onde evitare la propagazione del fuoco prima di estinguerlo.
  5. Quando si utilizza un estintore a polvere in un ambiente chiuso si crea una "nube" di polvere che, per moto turbolento o per altre ragione, potrebbe investire, seppur marginalmente l’operatore: niente di grave! Basta socchiudere gli occhi e trattenere per un attimo il respiro. Entro pochi secondi l’estintore sarà completamente scarico e potremo lasciare il locale.
  6. Dalle considerazioni anzidette risulta logico e necessario che occorre disporsi con il vento alle spalle quando si opera all’aperto, a prescindere dal tipo di estinguente che si sta usando.
  7. Se più persone operano con estintori, sarà necessario evitare la "contrapposizione dei getti". Questa raccomandazione escluderà la possibilità di colpirsi vicendevolmente con l’estinguente o di essere investiti dai prodotti della combustione, braci o ceneri, sbalzati via dal getto dell’estintore.
  8. Utilizzando estintori ad anidride carbonica è bene evitare il contatto con il gas erogato che, freddissimo, potrebbe cagionare, come già accennato, ustioni da freddo.
  9. Per lo stesso motivo dobbiamo valutare la possibilità che il materiale irrorato con CO2 possa subire uno shock termico notevole. Su apparecchiature costose (computer, centraline elettroniche, monitor) il dato ha una sua rilevanza. Su incendi estesi il problema non sussiste.
  10. Ricordarsi delle limitazioni imposte dall’utilizzo dell’acqua o della schiuma in presenza di corrente elettrica.
  11. Se dovesse succedere che ad una persona o a noi stessi vadano a fuoco gli abiti, non bisogna utilizzare l’estintore. Avvolgersi in coperta e rotolarsi sul pavimento è l’azione più efficace.
  12. Un primo intervento in caso di incendio non esime dal richiedere il pronto intervento dei Vigili del Fuoco componendo il 115 (chiamata gratuita).

Controllo degli estintori:

Perché l’estintore possa mantenere la sua efficacia nel domare un principio di incendio o nel trarci d’impaccio in situazioni in cui sussiste la necessità di aprirci una via di fuga, una buona manutenzione è determinante.

Tale manutenzione deve essere affidata personale qualificato, in più ci sono dei controlli scadenzati che possono essere effettuati direttamente dall’utente.

I cartellini normalmente a corredo degli estintori segnalano la data dell’ultimo intervento di manutenzione. Risulterebbe opportuno, comunque, che sul talloncino di manutenzione fosse siglato il tipo di intervento effettuato, al fine di pianificare quello successivo che potrebbe essere di revisione, collaudo, ricarica o altro.

In linea generale un estintore è soggetto a:
  1. manutenzione Þ ogni 6 mesi
  2. revisione Þ ogni anno
  3. ricarica Þ ogni 3 anni (a polvere)
  4. collaudo Þ ogni 5 anni della bombola in acciaio.

Si tratta comunque di operazioni che richiedono tutte l’intervento di ditte specializzate.

Gli estintori vanno controllati periodicamente (sei mesi) e ricaricati anche se sono stati utilizzati solo parzialmente.
L’operatore di Protezione Civile deve comunque eseguire settimanalmente una serie di verifiche:
  1. integrità del sigillo posto tra lo spinotto di sicurezza e l’apparecchio;
  2. integrità della manichetta;
  3. posizione della lancetta del manometro nell’arco verde (estintori pressurizzati)
 

Newsletter

Contattaci

Firestop.it