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Il combustibile

a cura di :
arch. Raimondo De Paula Associazione di Protezione Civile "Falchi del Sud" - Napoli
Ilaria Tarantino Unità Cinofila Partenopea - Napoli
Marco Tomas Associazione di Protezione Civile "Falchi del Sud" - Napoli


Esistono diversi tipi di combustibili:

solidi Þ legno, carbon fossile, carbone di legna, coke, agglomerati;
liquidi Þ petrolio greggio, alcoli, benzene;
gassosi Þ gas naturali (metano, ecc.), gas artificiali (gas illuminante, gas d'aria, gas

d'acqua, gas d'altoforno, acetilene, idrogeno);

I combustibili gassosi sono forniti liquefatti e confezionati in apposite bombole.


A) COMBUSTIBILI SOLIDI < FIAMMA - BRACE

Le sostanze solide per potersi incendiare devono prima essere sottoposte a piroscissione, cioè il solido che è un composto chimico di peso e complessità molecolare elevata, prima di prendere fuoco deve essere ridotto in composti più semplici e di peso molecolare minore, e quindi le sostanze solide possono prendere fuoco per azione del calore. Per la precisione, grazie al processo di piroscissione, i solidi emettono dei vapori infiammabili i quali prendono fuoco.

PIROSCISSIONE Þ DEMOLIZIONE DEL SOLIDO Þ VAPORI INFIAMMABILI

L'energia necessaria per accendere un solido è maggiore che per gli altri tipi di combustibili, sia perché occorre una certa quantità di energia per effettuare la piroscissione, sia perché ne occorre anche per eliminare l'umidità che generalmente vi è contenuta.

combustione a brace Þ È un processo interno al solido;

L’unico solido che prende facilmente fuoco e non produce brace è la canfora poiché a temperatura ambiente già emette vapori infiammabili.


B) COMBUSTIBILI LIQUIDI

Dei liquidi infiammabili bruciano solo i gas generati superata la T. d I.

Categorie dei liquidi infiammabili

I liquidi infiammabili si dividono in categorie in relazione alla temperatura di infiammabilità.

Categorie:
Temperatura di Infiammabilità
Categoria A < -21° C (benzina)
Categoria B da -21° C a 65° C (gasolio)
Categoria C da 65° C a 125° C (oli combustibili)

La Temperatura di Infiammabilità (T di I) è una caratteristica esclusiva dei liquidi infiammabili.

Pesi Specifici Acetone 0,79

Benzina 0,70

Gasolio 0,82

 

C) CAMPO DI INFIAMMABILITÀ

Il campo di infiammabilità è una caratteristica dei combustibili liquidi e gassosi. Ipotizziamo di versare alcuni litri benzina in una stanza o in contenitore chiuso. Avremo una parte della stanza in cui c'è solo benzina e quest’area costituisce il LIMITE SUPERIORE DI INFIAMMABILITÀ(LSI); vi sarà poi una parte della stanza in cui c'è una miscela di aria e vapori di benzina; infine vi sarà una parte dove la percentuale di vapori infiammabili è minima rispetto a quella dell'aria e quest’area è il LIMITE INFERIORE DI INFIAMMABILITÀ (LII).

Se noi potessimo prendere un cerino e metterlo direttamente all'interno del LSI o del LII la benzina o i vapori contenuti non prendono fuoco. Se invece l’ho inseriamo all’interno del CAMPO DI INFIAMMABILITÀ i vapori di benzina in esso contenuti prenderanno immediatamente fuoco.

Il CAMPO DI INFIAMMABILITÀè quindi quell’area entro la quale se avviene un innesco (scintilla) avremo un incendio poiché la miscela di combustibile e comburente è in percentuale ottimale relativamente alla combustione.

Schema:

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1) LIMITE SUPERIORE DI INFIAMMABILITÀ = alta concentrazione di combustibile;

2) LIMITE INFERIORE DI INFIAMMABILITÀ = alta concentrazione di comburente;

3) Campo di infiammabilità = concentrazione ottimale combustibile/comburente;

(rapporto stechiometrico ottimale)

La posizione dei LSI e del LII all’interno della stanza/contenitore è relativa alla densità del combustibile.

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D) COMBUSTIBILI GASSOSI

GAS LEGGEROdensità< 0,8 (metano) (la densità viene calcolata relativamente all'aria)
GAS PESANTEdensità > 0,8 (GPL)

I gas pesanti rappresentano un rischio maggiore perché ristagnano nell'ambiente, mentre quelli leggeri si disperdono facilmente. Uno dei frequenti pericoli è la presenza di GPL nelle fogne dopo la dispersione dell’ambiente di questo gas pesante.

Tra lo 0,8 e l'1,2 i gas ristagnano.

I Gas Compressi

I gas vengono trasportati liquefatti in bombole. La liquefazione di un gas avviene o per aumento di pressione o per sottrazione di calore. A tale riguardo due sono i concetti importanti:

1) PRESSIONE CRITICAÞ È la pressione necessaria per liquefare un gas alla temperatura critica.
2)TEMPERATURA CRITICAÞ E’ la temperatura al di sopra della quale non è più possibile liquefare un gas.

Questi due concetti ci interessano perché in caso di incendio in presenza di gas liquefatto contenuto in contenitori a pressione (bombole), se notiamo che la temperatura sale al di sopra di quella critica (anche solo di un grado), nessun contenitore potrà più contenere il gas liquefatto e quindi la bombola esploderà.

Da questo punto di vista anche l'acqua in un contenitore rappresenta un pericolo, perché i contenitori, superato il punto di ebollizione dell’acqua esplodono a causa della pressione interna. Questo tipo di esplosione si chiama "bleve", ma vediamo più in particolare in che tipo di eventi dannosi possiamo incorrere.

Nome
Descrizione
Danni e conseguenze
BLEVE Þ esplosione dei vapori che si espandono a causa dell'ebollizione di un liquido. Ciò si manifesta quando l'involucro e il suo contenuto raggiungono temperature di gran lunga superiori a quelle necessarie per l'evaporazione dell'intera sostanza liquida. La rottura del contenitore determina la nuclearizzazione spontanea del liquido, ossia l'immediata evaporazione del prodotto. Onda d'urto, proiezione di frammenti, possibile fireball.
FIREBALL

Þ in seguito ad un bleve. Se i vapori contenuti nel contenitore esploso sono infiammabili, si può avere l'accensione immediata ed istantanea dei vapori i quali provocano un irraggiamento mortale.

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Irraggiamento
UVCE Þ esplosione di una nuvola di vapori non confinati Onda d'urto e irraggiamento
CVE Þ esplosione in ambito confinato. Onda d'urto
JET FIRE Þ "dardo di fuoco", il contenitore si buca e ne esce il combustibile a forma di getto. Irraggiamento
TANK FIRE Þ incendio di un contenitore Irraggiamento
POOL FIRE Þ incendio di una pozza di liquido infiammabile Irraggiamento


Le Ogive Delle Bombole

Altre informazioni relative ai contenitori e sul pericolo cui possiamo andare incontro ci sono date dal colore dell’ogiva delle bombole in cui i gas sono trasportati. Tale colore è diverso secondo il tipo di gas contenuto.

ARIA COMPRESSA

nero/bianco

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OSSIGENO

bianco

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ACETILENE

arancio

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IDROGENO

rosso

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ANIDRIDE CARBONICA

grigio

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AZOTO

nero

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L’ACETILENE (bombola con ogiva arancione) è uno dei gas più pericolosi; lo si trova in genere presso i fabbri, i meccanici, e le officine in genere e viene conservato disciolto nell’acetone.

La normativa prescrive che la bombola debba essere legata con una catenella al muro oppure carrellata e legata al carrello con una catena, questo per evitarne la caduta, poiché in tal caso l’acetilene sviluppa una reazione esotermica (aumento interno della temperatura della bombola) che ne provoca l’esplosione.

 

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