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Classificazione dei fuochi

a cura di :
arch. Raimondo De Paula Associazione di Protezione Civile "Falchi del Sud" - Napoli
Ilaria Tarantino Unità Cinofila Partenopea - Napoli
Marco Tomas Associazione di Protezione Civile "Falchi del Sud" - Napoli



Il Comitato Europeo per la normalizzazione ha emanato una serie di norme per classificare i fuochi in ragione del combustibile. Tali norme sono state recepite e adottate dalla legge italiana. Pertanto le classi di fuoco sono quattro e così suddivise:

A = Fuochi di materie solide generalmente lasciano braci (carta, cartone, legno, trucio-li, stracci, rifiuti, etc…)
B = Fuochi di liquidi infiammabili (benzina, gasolio, alcool, vernici, solidi che si possono liquefare)
C = Fuochi di gas (metano, acetilene, propano, idrogeno, cloro, etc…)
D = Fuochi di metalli (magnesio, potassio, fosforo, etc…)

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Alcune volte si trova sugli estintori la classe E, questa non esiste è una dizione errata usata per gli estintori utilizzabili per qualsiasi classe di fuoco, in presenza di energia elettrica (ricordiamo che in presenza di energia elettrica possiamo utilizzare estintori a polvere o a CO2). Tale classificazione non è prevista dalla normativa, poiché si intuisce che l’energia elettrica non può essere considerata un combustibile. Alcuni produttori di apparecchiature antincendio vi fanno ricorso erroneamente.

Perciò l’incendio di classe E sostanzialmente non è altro che un fuoco di classe A o D attraversato da corrente elettrica,

Per la categoria D occorrono sistemi di spegnimento particolari e relativi al combustibile.

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